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Il figlio della lupa

18,00

Sento ancora sotto le dita il pulsare di una terra che è frontiera. Mi è rimasto da quando ho concluso la lettura di queste pagine che ne cantano la tragica voce. Da queste parti capita che i gridi siano solo sussurri, ma restano comunque potenti invettive contro l’arroganza del potere, oggi come ieri amante dei muri, distruttore dei ponti. Un libro testimonianza. Angelo Floramo

Autori: Anton Špacapan Vončina, Francesco Tomada
Collana: Estensioni / 28
Anno: 2022
Pagine: 336
ISBN 979-12-80219-45-9

Disponibile anche in e-book

Informazioni aggiuntive

Peso 0.3 kg
Dimensioni 13 × 2.5 × 20 cm

Descrizione

Cosa può accadere quando in un piccolo paese sloveno come Čepovan, il maestro di scuola indossa una divisa fascista e porta con sé una pistola? Quando il pastore non sa difendere il suo gregge? Quando agli abitanti viene ordinato di rimuovere gli scuri dalle finestre e la lingua madre dalle loro bocche? Attraverso i bambini, le donne e i vecchi di Čepovan si entra in un mondo “altro”, fatto di leggende e fatti storici, di azioni coraggiose e prepotenze in una lettura che è anche mistero, sogno, visione.

  • FRANCESCO TOMADA è nato nel 1966 e vive a Gorizia, dove insegna Biologia e Chimica nelle scuole superiori. Ha partecipato a letture e incontri nazionali ed internazionali, così come a trasmissioni radiofoniche e televisive in Italia e all’estero. I suoi testi sono apparsi su numerose riviste, antologie, plaquettes e siti web. Nel 2007 ha vinto Premio Nazionale “Beppe Manfredi” per la migliore opera prima. La seconda raccolta, A ogni cosa il suo nome (Le Voci della Luna), ha ricevuto riconoscimenti in diversi premi tra cui il Premio Città di Salò, Premio Litorale, Premio Baghetta, Premio Osti, Premio Gozzano, Premio Percoto.
  • ANTON ŠPACAPAN VONČINA è nato nel 1975, a Šempeter pri Gorici (Jugoslavija). Illustratore, scultore, performer del riciclo e scenografo. Sue opere sono comparse su riviste, copertine, libri per bambini. Ha lavorato come scenografo per Zoran, il mio nipote scemo con regia di Matteo Oleotto, Menocchio con la regia di Alberto Fasulo.

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