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Storia della Baviera

18,00

Autore: Henric L. Wuermeling
Traduttore: Rosella Franceschini
Collana: Il Rosone (narrativa straniera)
Formato: 14×22
Pagine: 312
ISBN 9788886496889

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Descrizione

In questo libro, equilibrato e pieno di curiosità, ironico e perfino brioso, si snoda avvincente e documentata l’intera storia della Baviera come principato, come regno, come «Stato Libero», che ha una durata ultramillenaria. La Storia della Baviera di Henric L. Wuermeling non è solo una storia di guerre e di conflitti, ma una splendida cronaca che valorizza i grandi “padri” della Baviera: da Ludovico il Bavaro a Massimiliano I, il vero artefice della Bavaria, che regna tra la fine del ’500 e la prima metà del ’600 con una dedizione allo Stato e al popolo che ha il sapore della leggenda. Altre figure importanti sono il re Ludovico I, che fa costruire tra l’altro la Ludwigstraße, e Massimiliano II che fa di Monaco la patria dell’arte e della letteratura. Poi c’è la parabola straziante e tragica di Ludovico II, il re “visionario”. La Sancta Bavaria, fino alla Rivoluzione francese, è una terra “conventuale” (cioè dipendente dai conventi) e signorile, nella quale i contadini sono trattati umanamente, per cui la riforma luterana non penetra. Montgelas, un “illuminato” al seguito di Napoleone, secolarizza la Baviera, nel 1803: i conventi sono chiusi e i loro beni confiscati. Un immenso patrimonio culturale va perduto. La Baviera è stata sempre gelosa della propria indipendenza, anche durante il regime hitleriano: se è vero che Monaco è «la città del movimento» nazista, è altrettanto vero che è la città tedesca in cui più forte si esprime l’opposizione al nazismo attraverso le figure del padre gesuita Rupert Mayer e del cardinale arcivescovo Michael von Faulhaber; del gruppo della “Rosa Bianca”; del colonnello Claus Stauffenberg che attenta invano alla vita del führer, il 20 luglio 1944, nella “Tana del Lupo” dentro la foresta di Rastenburg. Wuermeling conclude la sua Storia sostenendo che lo «Stato Libero» di Baviera è, nella Germania attuale, «custode del federalismo nell’Europa unita».

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