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Sillabario veneto

16,00

Le voci venete di Malaguti, qui raccolte con estro, bravura e agilità, non si fanno dizionario didattico, diventano invece racconto godibile per ogni vocabolo introdotto, l’amarcord penetrante e poetico di una civiltà orale che non c’è più.

Autore: Paolo Malaguti
Collana: Il Rosone
Pagine: 192
ISBN: 9788897210054

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 14 × 2 × 22 cm
COD: 9788897210054 Categorie: , Tag: , , , Product ID: 729

Descrizione

Il giovane scrittore padovano ha il dono spontaneo e felice della narrazione, che è insieme affabile e suggestiva, come ha dimostrato nel fortunato romanzo Sul Grappa dopo la vittoria, la sua opera prima. In questo “sillabario” si distende incisiva e coinvolgente l’oralità veneta che viene da secoli di profonda e accattivante tessitura, da scrigni di affabulazione intensi e misteriosi. Malaguti, però, ha anche il dono della “scena”; sa immettere nella vita – con il teatro della vita – le sue parole venete, i suoi cavalieri che vengono al trotto dai territori della fiaba, ma pure dal crudo continente dell’esistenza. Il suo gustosissimo, raffinato e popolaresco Sillabario veneto porta sulla scena uno stuolo di voci briose e ammiccanti, un corteggio di personaggi erranti e picareschi: vengono dalla saggezza popolare delle Venezie, dal filò, dai teatrini dell’aia e del cortile di casa; ma vengono anche da una grande cultura antica del riso che spiazza e coinvolge, facendo intravedere le orme rusticali e motteggianti di Teofilo Folengo, gli indizi disincantati e ridenti dell’Orlando furioso, o le atmosfere garbate, lievemente maliziose e pacificanti del Goldoni. Le voci venete di Malaguti, qui raccolte con estro, bravura e agilità, non si fanno dizionario didattico, piccola summa dimostrativa del vernacolo; diventano invece racconto godibile per ogni vocabolo introdotto, parlata domestica esuberante e collettiva, teatro-filò fluente e festoso; un giardino di fiori, piante ed erbe diverse, l’amarcord penetrante e poetico di una civiltà orale che non c’è più. Si tratta, insomma, di un’opera segnata da un forte senso comunitario e da una coralità d’insieme, un singolarissimo diario veneto, in cui trovano posto il ritratto di una Padova familiare e amabile e il riquadro ammirato per una Treviso vivissima, colma di acque e di risorgive; con una lingua di una bellezza spesso sfolgorante e savia. Il lettore ne resterà ammaliato.

PAOLO MALAGUTI è nato a Monselice (Padova) nel 1978. Lavora come docente di Lettere nella provincia di Treviso e di Vicenza. È autore di Sul Grappa dopo la vittoria (Santi Quaranta 2009, 11 edizioni), Sillabario veneto (Santi Quaranta 2011, 7 edizioni), La reliquia di Costantinopoli (Neri Pozza 2015, finalista al Premio Strega), Nuovo sillabario veneto (BEAT 2016), Prima dell’alba (Neri Pozza 2017), Lungo la Pedemontana. In giro lento tra storia, paesaggio veneto e fantasie (Marsilio 2018) e L’ultimo carnevale (Solferino 2019). Per Einaudi ha pubblicato Se l’acqua ride (2020), arrivato secondo al Premio Campiello 2021.

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