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L’infanzia di Katherine

16,00

Autore: Katherine Mansfield
Traduttore: Alessandra Poletto
Collana: Il Rosone (narrativa straniera)
Formato: 14×22
Pagine: 312
ISBN 9788886496810

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Descrizione

L’infanzia di Katherine sembra privilegiare l’idillio, specie in certi quadri del racconto più lungo intitolato «Alla Baia»: coinvolge il mare e la spiaggia con i bambini che giocano, si dilunga nelle colline quiete in lontananza, sfuma nel cielo di un azzurro puro e splendente; attraversa le piccole macchie selvatiche, investe le conchiglie, gli alberi, il profumo del grande eucalipto, ma la Mansfield ne fa subito avvertire al lettore la precarietà e il mistero profondo. In quest’opera “minima” della grandissima scrittrice neozelandese, che Alessandra Poletto ha saputo tradurre al massimo della felicità stilistica, c’è un incanto instabile: corre sotto la limpida linea dell’orizzonte il brivido continuo della caducità e dell’effimero, e la stessa presenza della morte. Nell’apparente idillio della quotidianità insorgono i grandi dilemmi e i drammi esistenziali, le terribili inclinazioni della natura umana, le aspre divisioni di censo e di casta. Per la Mansfield la realtà è chiaroscurale, variegata: il bene si mescola al male, la dimensione cruda al sorriso; la sa delineare con una forza narrativa che è piana, onnicomprensiva delle sfaccettature; mai artificiosa e intellettualistica: abbozza e penetra i personaggi, e il loro temperamento, con una naturalezza psicologica che è di una semplicità sconvolgente e disarmante. Come argomenta Alessandra Poletto nella sua Notizia, l’universo della Mansfield diventa, grazie alla sua scrittura inimitabile, l’universo di tutti. Però ne L’infanzia di Katherine emerge e si dipana, specie nel breve, meraviglioso e folgorante racconto de «La casa delle bambole», il filo dell’innocenza e della bontà dell’infanzia di Kezia, in cui l’Autrice raffigura se stessa. L’umanità, la tenerezza, l’amore di Katherine alla fine vincono la scommessa sulla cattiveria degli adulti: anche per le due piccole Kelvey, Lil ed Else, le bambine umiliate e reiette, s’accende infine la «piccola lampada» della «casetta perfetta». Quest’opera è davvero un gioiello d’incommensurabile talento.

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