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Lettere a Olga

18,00

Autore: Václav Havel
Traduzione dal ceco di Chiara Baratella; Revisione di Ferruccio Mazzariol
Collana: Il Rosone (narrativa straniera)
Formato: 14×22
Pagine: 488
ISBN 9788886496964

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Descrizione

Lettere a Olga è un’opera composta da oltre un centinaio di lettere, scritte da Václav Havel alla moglie durante la detenzione nelle carceri comuniste cecoslovacche (Heřmanice e Plzeň-Bory), nel periodo compreso tra il 4 giugno 1979 e il 4 settembre 1982. L’artefice della Rivoluzione di Velluto le ha vergate, con disagio e controvoglia, sotto l’occhio spietato del regime dell’epoca. A leggere questo epistolario sembrerebbe che la prigione di Havel fosse un circolo ricreativo; in realtà si trattava di un carcere duro, correzionale di primo livello. Lettere a Olga è una raccolta insolita, segnata dalla quotidianità e da una visione filosofica e metafisica della vita, influenzata soprattutto da Emmanuel Lévinas. Scrive Havel: noi siamo stati staccati in maniera traumatica, nascendo, dall’Essere e siamo stati subito scaraventati nell’incertezza del mondo, per cui l’uomo ha nostalgia della casa e del paradiso perduti; egli comunque è stato “gettato” nell’aiuola feroce dell’esistenza e, attraverso questa esperienza, tende ardentemente all’integrità dell’Essere, al suo significato, ricercandolo e “costruendolo” con la sua vita, senza violenza. Il drammaturgo e pensatore ceco parte dalla convinzione che la realtà è attraversata dal mistero, che l’uomo è un miracolo dell’Essere nel visibile, come lo è il mondo. Dentro di noi è stata iscritta una Legge che esige alta moralità e dignità, non una “moralità reificata”, ma anche solidarietà, bontà e amore. Da tutto ciò si originano la libertà e la responsabilità: «Il senso di responsabilità» non dev’essere «predicato ma testimoniato». Lettere a Olga è un testo eccezionale sia dal punto di vista psicologico che letterario, punteggiato da uno humour delizioso e lievemente amaro. È un’opera alta e inusuale, tra l’altro con splendide pagine sul teatro, che rispecchia tutto il mondo interiore di Havel: il suo pensiero e la sua religiosità, la grandezza e la forza culturale ed etica del suo umanesimo, e la sua incommensurabile dignità di uomo.

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