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Il mercante delle Alpi

12,00

Autore: Luigina Battistutta
Collana: Il Rosone (narrativa italiana)
Formato: 14×22
Pagine: 176
ISBN 9788897210061

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Descrizione

Il mercante delle Alpi di Luigina Battistutta mette in luce un mestiere itinerante e girovago, una professione dura ma affascinante, il viaggio aperto, l’incontro con realtà nuove talvolta gratificanti, sempre comunque ardue. Fin dal ’200, i cramârs del Friuli e della Carnia, come i cassela del Trentino, si muovono, con la crama (cassetta zaino) sulle spalle, dai loro villaggi e attraversano a piedi le valli, i torrenti, i passi alpini, vanno silenziosi e solitari soprattutto verso le Germanie; generalmente nella seconda metà di ottobre quando la fienagione è finita, vendendo pietre focaie, spezie, filati, cappelli e altre piccole mercanzie. Molti ritornano alla fine di maggio, ma altri muoiono tragicamente, sorpresi da bufere di neve o alluvioni. Alcuni si fermano, nelle grandi città, ad aprire negozi e altre attività; i Pustet di Ravascletto della Val Calda, ad esempio, avviano, nel ’600, una tipografia a Ratisbona che diverrà una famosa editrice tuttora operante nella città bavarese. Ermanno, il merciaio ambulante di questa storia, abbandona Claut, circa a metà dell’Ottocento, e oltrepassa le Alpi vendendo chincaglierie varie alle massaie delle fattorie bavaresi; qualche anno più tardi si fermerà a Monaco dove farà fortuna gestendo un emporio assieme ad un socio. E sposa Ida, residente nella capitale della Baviera, ma figlia di friulani. Luigina Battistutta segue con trepidazione il nostro mercante, delineandolo con quella sua scrittura popolaresca e avvincente; allarga il ritratto ai sentimenti che porteranno Ermanno a partecipare, per amore di Cosima, ai moti mazziniani di Navaròns dell’ottobre 1864. La narratrice friulana si sofferma sulle sagre, i balli popolari, le processioni, tracciando con mano felice l’identikit dell’antico paese di Claut, in Valcellina, che si fa simbolo aderente di tanti villaggi dell’arco alpino. Il mercante delle Alpi si rivela un’opera coinvolgente, intrecciando la coralità alpigiana con numerose storie personali; in particolare scandaglia acutamente il rapporto d’affetto tra Ermanno e Ida.

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