Skip to content Skip to footer

Due storie ucraine

10,33

Autore: Mykola Chvyl’ovyj
Traduttore: Luca Calvi
Collana: Il Rosone (narrativa straniera)
Formato: 14×22
Pagine: 160
ISBN 9788886496131

Spedizione standard € 6.00
Per ordini superiori a € 30.00 la spedizione è gratuita.
Per le spedizioni fuori dall’Italia, vi invitiamo a contattarci prima di procedere all’acquisto. Scriveteci a: info@bottegaerranteedizioni.it
Tutte le spedizioni vengono effettuate tramite corriere espresso (1-2 giorni).

Informazioni aggiuntive

Descrizione

Due storie ucraine di Mykola Chvyl’ovyj sembrano proporsi come due esperienze letterarie molto diverse. «Io (Romantica)», opera visionaria, delicata e immaginifica, scopre in tutta la sua tragicità il contrasto tra l’“oggettività” rivoluzionaria e il sentimento filiale per la madre; indica, in altre parole, l’impossibilità di comporre il dissidio tra “la persona e il cekista”. Questo capolavoro è attraversato da primi piani cinematografici molto incisivi, da bagliori, da soprassalti espressionistici che ricordano i “luoghi” cromatici dell’icona. Lo penetra un futurismo abbagliante e splendido, pieno sì dei colori e dei crepitii delle battaglie dei “versailliani” e dei “comunardi”, ma anche di visioni che appartengono al fondo ancestrale della “santa” Russia e all’incandescenza rutilante dell’Apocalisse. Chvyl’ovyj racconta con una tenerezza palpabile e accorata: ed è la Madre (intesa nel senso proprio, ma pure vastissimo) la vera protagonista. «Ivan Ivanovyč» è opera “realistica”, centrata sul vissuto quotidiano dell’élite burocratica stalinista di provincia, «in cui viene estrinsecata al meglio la verve satirica di Chvyl’ovyj», come scrive il traduttore Luca Calvi nella sua Postfazione. Il grande scrittore sottolinea in Due storie ucraine che la dimensione umana è insopprimibile e strutturale alla persona; non appartiene alla borghesia o alla rivoluzione. Sullo sfondo si avvertono Gogol e Swift, ma rimescolati in un contesto più colloquiale e leggero, divagante e fluido, perfino esilarante; così Chvyl’ovyj delinea un ritratto indimenticabile del comunista “perfetto”, appassionato a dibattere sull’«ultima scappatoia contro l’autocritica», che alla fine si ritroverà epurato. Tutto questo viene narrato con vivacità, freschezza discorsiva e finezza psicologica

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Due storie ucraine”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.