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Novità di ottobre #2

 

Un grande classico della letteratura jugoslava e un importante ritorno in libreria… Bottega Errante pubblica il libro numero 100!

Dal 18 ottobre sarà disponibile in libreria un libro di culto della letteratura jugoslava, La nuova Gerusalemme il grande classico di Borislav Pekić, uno dei più grandi autori del Novecento jugoslavo, autore sui generis, complesso, fuori dagli schemi.
Cinque storie che formano una dopo l’altra una vera cronologia gotica viaggiando nello spazio e nel tempo, dalla Grecia medievale tormentata dalla peste alla provincia inglese accecata dalla superstizione e dal fanatismo religioso, da una Parigi stremata dal Terrore giacobino a una Belgrado di fine anni Ottanta. Per approdare nel 2999 e scoprire una distopica Gerusalemme.
Una serie di storie incredibili fra letteratura gotica e distopica.

Il libro verrà presentato il 4 novembre alle 16.00 a Venezia, Palazzo Cosulich, da Persida Lazarević, Enrico Davanzo e Aleksandar Jerkov dell’Università di Belgrado, uno dei massimi specialisti di Pekić. In collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari.

Dopo il grande successo del romanzo Memorie della foresta (Premio Itas per la Montagna – categoria ragazzi), dal 25 ottobre ritorna in libreria uno dei più originali scrittori della sua generazione Damir Karakaš con il romanzo breve Celebrazione.

Un romanzo di formazione che segue la storia del giovane Mijo: Mijo che osserva le luci lontane della casa di famiglia mentre si nasconde nei boschi dall’esercito partigiano; Mijo bambino che porta il suo cane a morire nel profondo della foresta, quando da ragazzo scopre l’amore e il fascismo, di un padre che non sa cosa dare da mangiare alla famiglia. Celebrazione è un vivido revival della vita contadina in Croazia, un libro profondamente politico, sensuale, appassionato.

«Damir Karakaš è proprio uno scrittore della sua terra natale. Lo è quando scrive al meglio, le sue ossessioni sono quelle della sua terra, il suo concetto estetico è della sua terra. Al contempo, ovviamente, è perfettamente ininfluente come rappresenta la sua Lika e se una Lika del genere esista veramente.»
Dalla postfazione di Miljenko Jergović

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